Draft: Manifesto della Social Enterprise Architecture
Assunzioni di base
1. scopo delle organizzazioni (enterprise) è generare profitto economico o sociale
2. le organizzazioni sono composte da persone, clienti, partner, processi, modelli organizzativi e investitori
3. il successo di un’organizzazione non può prescindere dall’eccellenza in tutti gli aspetti del punto 2
4. chi ha un background tecnico tende a confondere il dato, la sua disponibilità e/o reperimento, la distribuzione del dato con la conoscenza ad esso associalbile previa interpretazione
5. chi è focalizzato sul business ha il problema di governare la conoscenza di dipendenti, clienti, partner e investitori. Chiede alla tecnologia di supportarlo in questo, ma spesso si trova a dover discutere di dettagli implementativi o di religioni del software.
6. gli intermediari cambieranno pelle a favore di un modello distribuito e paritetico di interlocuzione (decadenza del middle-man come lo conosciamo oggi e fioritura del VAR - Value added reseller che avrà il compito di trasformare il dato in informazione contestualizzata su un cliente, su un mercato, su una struttura interna)
7. I modelli a rete parificata (p2p) sono oggi consapevoli soltanto ad una ristrettissima cerchia di visionari: per il resto le grandi strategie di impresa non riescono a trovare il giusto media per far evolvere le organizzazioni da piramidali a network, ma soprattutto credono che il modello a network sia scalabile in maniera lineare. Errore gravissimo.
8. Spesso si confonde la libertà del software con la libertà dell’informazione: la prima comincia ad esserci, la seconda sta vedendo la luce e probabilmente il processo sarà irreversibile.
9. spirale della conoscenza: dato, aggregazione del dato (dati), interpretazione dei dati (contestualizzazione), confronto delle interpretazioni (la conoscenza non mai frutto del singolo), validazione dell’interpretazione (dubbio), applicazione spontanea dell’interpretazione, condivisione, conoscenza, valutazione del rischio, decisione, valutazione della decisione, creazione e distribuzione di un nuovo dato. Creazione della Cultura.
10. Ogni passaggio del punto nove presenta dei rischi, mentre solo gli ultimi punti mostrano i benefici. Tali rischi non vanno sottovalutati, ne’ mai potranno essere rimossi. Solo una Social Enterprise Architecture, come un organismo, sarà in grado di ridurre i rischi e raggiungere i benefici
11. Tutte le organizzazioni (in maniera piu’ o meno cosciente) hanno preso in considerazione i punti precedenti: oggi si tratta di usare con coscienza e acume un mezzo di collaborazione e comunicazione di massa come è internet, capendolo, interpretandolo, conoscendolo e non subendolo. e’ l’ennesimo cambiamento culturale.
Social Enterprise Architecture Goal:
suggerire una architettura organizzativo/tecnologica in grado di supportare le organizzazioni nel passaggio dal modello gerarchico al modello a rete, evidenziando le criticità, sensibilizzando l’impatto sul business, valutando il modello di scalabilità richiesto oggi e domani, valutando l’arco temporale di riferimento e la situazione attuale. Fornire una serie di strumenti e metriche per governare tale architettura. Valutare se una strategia di Social Enterprise Architecture può essere applicabile ed eventualmente indicare l’arco di tempo necessario affinchè la cultura oggi presente sia in grado di traghettare l’organizzazione verso la SEA (Social Enterprise Architecture).
Social Enterprise Architecture Mission:
promuovere e definire il Media (caldo o freddo) più adatto ad ogni singola organizzazione, facendo leva su modelli organizzativi e tecnologie standard o standardizzate. Favorire la creazione della cultura a supporto delle attuali sfide nei mercati.
Draft v. 0.1

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