Stamattina ho assistito alla relazione di una tesi su di un nuovo linguaggio di modellazione R-UML (R stà per Role, sconosciuto ai più) utilizzato (in questo caso) per disegnare processi di workflow! In generale la situazione odierna nell'ambito della ricera sulle ontologie di processo che sono utilizzate da sempre per descrivere e relazionare tra loro processi, è abbastanza stabile nel senso che da anni oramai hanno avuto come supporto descrittivo l'utilizzo di linguaggi di modellazione tipo UML ed in particolare PASSI, senza dimenticare protegèe (non mi ricordo se si scriva cosi) per la generazione di schemi RDF.
Non voglio certo fare una lista di tools a disposizione di eventuali "designers di ontologie" (non sarebbe male come nuova figura lavoratia...) ma desidero invece soffermarmi sulle reali capacità che i linguagi di modellazione di "vecchia generazione" hanno adesso visto lo studio di molti verso un nuovo modo di automatizzare processi.
In effetti è vero, UML, non è nato per descrivere modelli di workflow ma più che altro è stato implementato per descrivere le relazioni tra persone "attori" e processi. Sicuramente però è stato utilizzato anche per fare questo, un esempio su tutti è la realizzazione tempo fà di PASSI che è un add-in per il Rational Rose che permette di integrare i diagrammi classici di UML (UseCaseDiagram,ClassDiagram,ActivityDiagram,StateDiagram,SequenceDiagram,ComponentDiagram,DeployDiagram) più tutti gli schemi rappresentativi con suffisso "Business", con diagrammi atti a rappresentare l'ontologia per un certo dominio applicativo.
La differenza principale che introduce Rule-UML, come ovvio è la presenza di relazioni tra processi e classi. L'istanza classica di UML è stata rivista e riconcepita verso un modello di definizione atto a "disegnare" attravero il linguaggio naturale processi di automi. Questa è la nuova direzione verso cui si sta andando..... il che significa solo una cosa: L'ontologia non è più una scusa per non andare a lavorare e quindi passare il tempo a fare ricerca ma sta entrando prepotentemente in quelle soluzioni software che si preoccupano in un certo senso di strutturare l'informazione. Questo era prevedibile (almeno alcuni l'avevano anche affermato), vista la grande quantità di informazioni che girano oggi nella rete e tra comunicaizoni di dati si sente il bisogno di strutturare queste informazioni anche dal punto di vista semantico e non del tutto sintattico ed applicativo (XML). Stiamo rischiando di non poter accedere in modo eficiente alle informazioni che ci vengono date sia per la non strutturazione di esse verso un modello comune rappresentativo il quale permetterebbe a chiunque di sottoscrivere "acknowledge" per ogni informazione utile richiesta e sia per la non continuità di queste ultime dovuta (situazione possibile) al nostro piccolo giro di vite.
Penso che in futuro si sentirà parlare molto di più di linguaggio di "modellazione e relazioni" che non di programmazione (inteso come l'attuale paradigma ad oggetti), poichè se è vero che il paradigma ad agenti attualemente è ancora in fase di "sperimentazione" potrebbe ripetersi la situaizone per cui molta gente oggi si trova ancora a studiare UML per disegnare la business logic. Un pò di chiarezza, qui
IO L'AVEVO DETTO......

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